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I buoni e cattivi a Milano

30
nov 2008

Ricevo dagli amici di ePodismo e volentieri ripublico, anche perche' ho parlato con chi ha corso http://maratona.blog.dada.net/post/1207037773/Lorenzo+entra+nel+club ed e' tutto vero....anzi anche peggio ....



La lista dei buoni e dei cattivi alla maratona di Milano - Sbollita la rabbia dei primi giorni, mi appresto a fare il mio resoconto della "Milano City Marathon" 2008. Per quanto riguarda la gara poco da dire, non sono riuscito a fare il mio personale, sarà per un'altra volta, intendo invece soffermarmi sull'organizzazione. Come succedeva a scuola un tempo, ho stilato una lunga lista dei cattivi. Non attribuisco alcun peso, ognuno metta il proprio, ma temo che alla fine di questa lista avrò fatto arrabbiare molta gente:

  1. Letizia Brichetto Arnaboldi, sindaco di Milano. Il suo amore per la maratona è viscerale (nel senso di mal di pancia). Decidere di chiudere la città al traffico era una decisione troppo difficile da prendere. A Firenze lo fanno, ma si sa a Firenze non sono "moderati di destra" (e con questo faccio arrabbiare qualche milione di italiani e una buona parte di Comunione e Liberazione)
  2. L'organizzazione della "Milano City Marathon", credo sia la Gazzetta dello sport. Hanno fatto alcune buone cose, ma anche errori clamorosi per essere alla nona edizione, prima di tutto il percorso: ostinarsi in un percorso ad anello che blocca l'intera città è una follia senza alcuna logica. Nel mio piccolo saprei fare numerosi percorsi più semplici da gestire che hanno molto meno impatto sulla città. Secondo, i nastri di plastica agli incroci. Qualcuno crede ancora di fermare i SUV milanesi comprati apposta per poter salire su tutti i marciapiedi o le terribili Smart in testa a tutte le classifiche di auto più indisciplinate con un nastrino di plastica?! Ci vogliono le transenne! Ad arginare le auto sono rimaste solo le ginocchia dei volontari (e con questo faccio arrabbiare tutti i proprietari di SUV e Smart).
  3. I vigili urbani. Una volta i "ghisa" milanesi erano un'istituzione di serietà, riconosciuta ovunque. Oggi sono il massimo esempio d'imboscamento. Il sindaco Albertini gli ha anche raddoppiato lo stipendio per farli uscire dagli uffici. Risultato: erano in assemblea al calduccio, lontani da rischi e polemiche e clacson. Vergogna! (E con questo faccio arrabbiare i vigili milanesi).
  4. Giovanni Terzi, assessore allo sport di Milano. Uno che tre settimane prima ha corso la maratona di New York, nella sua città ha solo fatto la sceneggiata della partenza con i top runner. Mica scemo... l'organizzazione la conosceva bene (e con questo faccio arrabbiare lui e tutto il suo staff).
  5. Valerio Lombardi, prefetto di Milano. Il 19 ottobre la "Palermo Super marathon" è stata ata dal prefetto locale a causa dello sciopero dei vigili. Nella stessa condizione questo signore non ha battuto ciglio e si è defilato nel più classico stile Italiano (e con questo faccio arrabbiare anche i governativi).
  6. I cittadini milanesi. Vivo a Milano da oltre venti anni. Il mio cervello è ormai milanese al 99% anche se l'anima resta tarantolata. Nonostante ciò questi milanesi non li capisco ancora: sembrano aperti ma in fondo sono dei provincialotti, salvo poi scoprire che i prototipi dei milanesi sono pugliesi come Jannacci (ha cantato le più belle canzoni in milanese ma i genitori erano pugliesi), e così via (Teocoli, Celentano, Abatantuomo). Ed i milanesi hanno manifestato la loro insofferenza gridando "Andate a laura', barbun" (e così faccio arrabbiare anche i milanesi Doc).
Riepilogando ho fatto arrabbiare: 21 milioni di "moderati di destra", 15.000 aderenti a Comunione e Liberazione, 400.000 proprietari di SUV in Italia, 200.000 proprietari di Smart, 3000 ghisa milanesi, l'assessore Terzi, il prefetto Lombardi, un paio di milioni di milanesi. Totale: 23.618.000. Mica male per una sola lettera. Ma devo aggiungere anche la lista dei buoni: i volontari, i nostri compagni delle società podistiche, che per un giorno non hanno corso e si sono prestati per permettere a noi il nostro divertimento preferito, che hanno fatto scudo con il loro corpo per difenderci dalle auto, che si sono presi anche gli schiaffi dai più maleducati e che come ha detto il nostro presidente Isolano Motta (Road Runners) non si presteranno più se le condizioni non cambieranno. Questi sono gli eroi della "Milano City Marathon" 2008, da parte mia e di tutti i maratoneti presenti a Milano, grazie di cuore [Gianpiero Leggieri]

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